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egregio ministro profumo, vorrei che le scuole e le università italiane venissero valutate nelle classifiche mondiali. il fatto che gli italiani riescano bene all’estero è frutto di una selezione darwiniana, non di un sistema che funziona. ci aiuta a costruirci un futuro merotocratico?
-elena


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perchè non si taglia un anno al liceo come in gran parte dell’europa dove è di 4 anni?
perchè non si adotta anche l’international baccalaureate (ib ) come maturità nella scuola pubblica?
-maria


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la sempre più difficile transizione scuola-lavoro, in italia, oramai riguarda quasi tutti, leggendo i dati istat ed eurostat: non funziona il ponte tra la scuola professionale e il lavoro per cui (teoricamente) ci si è preparati, non trovano occupazione anche gli over qualified, di cui però si dice ci sia un disperato bisogno per l’economia. l’italia ha un tasso di laureati doppio rispetto a 10 anni fa, ma ancora è indietro di 10 punti percentuali rispetto a francia, germania, gran bretagna. state valutando questi dati e come pensate di intervenire?
-fabio


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la scuola di montagna soffre. i tagli vanno a colpire situazioni giàsvantaggiate come quelle delle scuole di montagna giàalle prese con carenze strutturali come il continuo ricambio di professori che compromette in modo endemico la continuitàdidattica. sappiamo perfettamente che le scuole di montagna sono, de facto, scuole di serie b o c. ma stiamo regredendo nella classifica con troppa velocità. carenza di professori, dotazioni strutturali carenti, classi sovraffollate. situazioni da serie z! signor ministro le chiediamo, vista la situazione strutturalmente emergenziale, se non si ritenga sia giunto il momento di verificare modalita di reclutamento delle insegnanti che pur, nel rispetto dei criteri stabiliti, possano andare incontro alla particolaritàdelle situazioni territoriali. parafrasando don milani si potrebbe dire che non c’è niente di più ingiusto che usare graduatorie uguali per situazioni cosi’ diseguali’. grazie
-rita


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introdurre il concetto di gamification nelle scuole(la tecnologia ha travolto tutti gli studenti ), che ne pensa?
-stefano


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esistono moltissime materie che non si imparano all’università, che sono state inserite nei piani di studio recentemente e che in ogni caso si imparano solo lavorando. crede davvero che impedendo ai non laureati di insegnare si sia reso un servizio all’università? a quando l’impegno di persone competenti per ridisegnare i piani di studio?
-raoul


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gent.mo ministro profumo,
si parla ultimamente di questo famoso decreto che dovrebbe dare un aiuto al mondo delle startup, e come al solito il problema principale sono i soldi, e ogni tanto si parla pure di burocrazia per l’apertura di un’azienda. invece io voglio spostare il punto di vista e chiederle: “si sta facendo qualcosa per ridurre la pressione burocratica che si esercita su un azienda?” infatti si stima che ogni anno si dedicano oltre le 300 ore per seguire gli adempimenti burocratici, che per una startup è un costo insormontabile che toglie produttività all’azienda. quidni altra domanda: “e’ possibile fare qualcosa per migliorare questa situazione, almeno per i primi 3 anni (cruciali)? ”
grazie,
-fabrizio machella


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scuola elementare. ci chiedono contributi volontari perché la scuola non ha soldi. trenta euro (10 alla classe, 20 alla segreteria).
ci organizziamo tra genitori per imbiancare le aule, dividendo la spesa del colore.
per i nostri figli lo facciamo volentieri. con noi le maestre. ma le sembra giusto? perché non introdurre (almeno) una detrazione per le spese a favore delle scuole pubbliche? (so che è un assurdo, ma sarebbe un inizio)
-simone


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gentile ministro, i miei figli frequentano la seconda e la terza elementare. hanno buone maestre ma i programmi mi sembrano gli stessi che avevo io. hanno imparato a scrivere ancora riempiendo righe con le lettere e le tabelline sono ancora da imparare a memoria. nel frattempo la sera si muovono su ipad, iphone,computer con una velocità che lei può ben immaginare. come pensate di ridurre questo divario? non c’è il rischio di creare una generazione un po’ schizofrenica? grazie
-marta


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perché le università italiane non sfruttano i pochi contatti con le aziende? perché non riescono a creare un ecosistema che spinga gli studenti e i ricercatori a trasformare la loro passione e il loro lavoro in nuove aziende e nuovi posti di lavoro? come pensa di intervenire?
-m


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insegno da oltre 10 anni in un liceo e spesso mi annoio anche io, figuriamoci gli studenti! quando si comincerà a “svecchiare” i programmi disciplinari?
-c


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salve signor ministro,

non trova che si potrebbe inserire un sistema di feedback sui professori da parte degli studenti? uno strumento semplice, magari ben studiato, anonimo, col suo giusto peso, ma un mezzo in più per fare trasparenza e per spronare a fare meglio anche i professori. internet ha già assimilato questo concetto e quotidianamente ne usufruiamo trovando grandi vantaggi. i studenti sono molto preziosi e i professori devono essere all’altezza del servizio molto importante che svolgono.

la ringrazio,

giacomo benedetti

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l’art. 34 della costituzione italiana riconosce ai ragazzi “capaci e meritevoli” privi di mezzi, il diritto di raggiungere i più alti gradi degli studi.
purtroppo, attualmente, non ci sembra che tale diritto venga reso effettivo. perché coltivare con specifici fonti statali le eccellenze della scuola italiana che potrebbe far parte della futura classe dirigente e quindi mettere in atto quei radicali cambiamenti di cui il nostro paese ha bisogno?


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caro ministro,sono 34 anni che insegno in laboratorio storia dell’arte sono un itp c999 mi spiega quanto ha riaparmiato lo stato inserendo la mia figura professionale nella legge sulla spending review? e quali prospettive secondo lei ci sono per il nostro futuro immediato?

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si parla poco in italia di lifelong learning, credo sia essenziale in modo particolare per i docenti, cosa si intende fare per rendere effettiva questo diritto/dovere (dai musei gratuiti per insegnanti, buoni libri mensili per aggiornamento, certo, fondi specifici per le scuole riunite in rete e nella rete internet per creare occasioni continue di formazione sia in locale che in globale, facilitazioni per acquisto ict, periodi sabbatici brevi da una settimana ad un mese, miglioramenti stipendiali per chi contribuisce ad aumentare il know how e l’expertise della scuola dove lavora….)

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buongiorno,
quali sono le linee di orientamento ministeriali rispetto all’impiego del software libero nelle scuole? esistono molteplici comunità che si dedicano allo sviluppo e alla diffusione di software didattico libero. la sensazione che ho è che se c’è una manifestazione di interesse, essa parta sempre dal personale interesse dell’insegnante. si prevedono delle azioni di promozione e sensibilizzazione in questa direzione?
grazie


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gentile ministro,
spesso le scuole pubbliche italiane versano in condizioni fatiscenti: non è raro trovarsi di fronte a sanitari e fotocopiatrici fuori uso, sedie e banchi dell’altro secolo scheggiati e molto altro ancora; insomma la scuola italiana si trova quotidianamente a dover far fronte a carenze strutturali. non sarebbe il caso di dare la priorità al risanamento di questo genere di carenze basilari prima di incentivare l’introduzione di nuove tecnologie nella scuola italiana?
martina e giovanni


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non pensa che alcuni dei provvedimenti di questo e del precedente governo possano alla fine tradursi in pie aspirazioni? dematerializzazione in una scuola che non ha una rete, libri digitali per alunni senza tablet, lim per insegnanti che hanno paura del pc, ecc…
non sarebbe meglio programmare una serie di “passi” ben strutturati e pianificare in un arco di tempo appropriato un processo di ammodernamento sistemico? passo 1 = cablaggio di tutte le scuole, passo 2= banda larga, passo 3 = lim in tutte le aule, passo 4 = formazione intensiva per i docenti, passo 5= un tablet per ogni alunno, e avanti così?


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